Nuove Rapide
Scosse Retiniche
"Sepolta in fondo a te stesso forse esiste la tua vera voce, il canto che non sa staccarsi dalla tua gola serrata, dalle tue labbra aride e tese".
( I. Calvino- Sotto il sole giaguaro)



Joker edizioni 2009, pp. 54, € 9,00, ISBN-13: 978-88-7536-211-9



Percorriamo rapidi un´ascissa regolativa,
asportando travi da una nuda piana infiammata.





Non il sangue calorico prude sotto la carne
ma il segreto passo del mondo.

Crollano nudità sul selciato
e tu sporgi ancora diurno
sopra una fiamma.

Sposta pure la lingua
sempre ricca di venature
ed agglomerata in conseguenza dell´ira.

Volevamo incedere fieri al galoppo
trafugando semi dal mare

se ora i fili trattengono il piede nudo
ruoterà l´orma.




Tieni in bocca la ghiaia
e molte domande
______come foglie di vite
sparse.




Mentre gli occhi sono fissati su una spirale
i bambini crescono.
Trema il silenzio sull´acqua
e sulle pianure.

É cresciuta di molti centimetri
anche l´ombra del borgo
e la mano infrangibile
- ora -
scopre i segni della semente.

Vibra
e resta assetata.




SUMMA- LE DIVERGENZE SOCIALI

Traspira il tendine scosso
rischiarato dalle candele.

Sotto la soglia di povertà
le labbra sono surriscaldate,
trafugate da calamite in ruota,
che si assottigliano in falde
per infondate pietanze.

Le labbra sono catapultate
in fitte cospirazioni,
avvicendate o arrese
in vago soccombere.




Veramente larghi sulle ringhiere
- poi spremuti al sole -
i solchi delle domande.

Siamo lievi se parliamo di notte
su una sabbia atavica e premurosa.

Questa strada è in qualche modo nuova
quando il collo si espande
e profuma di tigre.




Circola l´oscurità e conosce il segreto.

Si rafforza il fondo indicibile
dentro uno scatto di conturbazione.

Solide corde sono depositate
come fossero agrumi nell´insolazione.

Frigge il colore dei dipinti
con una luce accanto.




Sobrie le gambe
in quell´odore di vicinanza
di aggregazione schiusa
ora che sto cantando.

Non digitare il mare
se assimilarlo mi acceca
ma è doveroso forse
e la mia bocca è ausiliaria.

Oggi la fronte prendi
senza correggere.
Sono bruciati i solchi
anzi quasi è doloso andare

e una fatidica ombra
si è avvicinata :

conterà su un seguace,
perderà la bellezza
della sua furba colorazione
- da mitigare -

Poi si cominci a incedere
con donazione.





Recensione di Sandro Montalto


La poesia di Anna Laura Longo si muove da sempre, con rara eleganza e rara pregnanza, nei territori limitrofi alla sperimentazione verbo-visiva : basterebbe ricordare la raccolta Plasma nella quale agivano sinergicamente versi di singolare forza espressiva e interventi grafici, non solo nel testo ma proprio sulla pagina, quali cuciture e oggetti incollati.
In questa nuova raccolta, più attenta all´aspetto poetico della parola, ancora una volta consonante con un certo " esprit de géométrie" pascaliano, l´autrice si nutre di stimoli diversi che si fanno percezione multipla ( ma non schizofrenica come avviene nella quasi totalità delle avanguardie) del mondo: è una poesia che degusta le parole ma getta sulla carta sguardi, sensazioni tattili, spazi e tempi, suoni , colori.
Anna Laura, quindi, depura lo sguardo da ogni retaggio falsificante e dice come l´ occhio osserva e si muove non in maniera fluida ma a scatti ( il titolo del volume allude ai movimenti saccadici), e questi scatti ricordano i salti quantici degli elettroni ( " scatto di conurbazione" ), i quali a loro volta ci rimandano all´ atomo e ai concetti di vibrazione ( " accentrare - con funzione di nucleo" ; " vibra / e resta assetata" ). Non parliamo però di versi didascalici , bensì di una poesia - finalmente - consapevole dello stato delle cose, della complessità del reale, della simultaneità, della discontinuità.
Ma tra vette, vettori, intersecazioni e tangenze, la poesia non perde mai le redini, e sfocia in splendidi versi nutriti di sinestesia ( " nell´abbassare il volto ho indossato fiumi" ) richiamando sempre la possibilità di soluzioni altre.