Basileus

BASILEUS


Musicisti
Maurizio Schifitto, Sax Soprano
Edoardo Pirozzi, Corno
Nasim Saad, Violoncello
Matteo Martizi, Percussioni

Voci recitanti
Marco Belocchi
Flavio Favale
Barbara Alesse

Direttore
Alfredo Santoloci

Musica
Natale Romolo

Testo
Anna Laura Longo



BASILEUS è la denominazione con cui nella Grecia antica si indicava il re e diviene simbolo più genericamente di ogni figura o struttura egemonica, depositaria di sovranità o preminenza. In modo più specifico, BASILEUS dà corpo fisico a tutte le forme che il desiderio di supremazia incarna, mutando fattezze nella storia e nell´attualità, ma conducendo senza soluzione di continuità tra volontà e abuso, alla lotta tra simili e alla riduzione in gerarchie, di potere, appunto.
Il testo analizza e marca le complesse e nevrotiche configurazioni in cui il potere può costruirsi, creando uno sfondo di attrazione intorno ai temi di autorità e dominio, facoltà di azione e controllo, rischio e arbitrio.

L´accanimento verso il potere e la conseguente spinta tensiva e immancabilmente violenta che ne deriva, sono indicate come cause sostanziali dell´assenza di pace tra gli stati e le comunità, come fra le varie " umanità " in genere. La riflessione intorno ad un possibile tempo / orizzonte di pace mira dunque a raccogliersi intorno a due punti particolarmente frementi, da considerarsi in costante e dinamico movimento oscillatorio :


ANELITO e RESPONSABILITA´




Il testo in versi sarà affidato a due voci maschili che privilegeranno un uso particolare della voce, che esplorerà le molteplici possibilità di attacco, tenuta ed estinzione del suono,fino a raggiungere l´intimità del respiro. Attraverso il trattamento multiforme del materiale fonetico - sonoro si cercherà di attraversare i diversi piani espressivi secondo una ricerca che mira a creare una configurazione acustica dinamica ed eterogenea.
Si prevedono due compartimenti simmetrici in cui si articolano :
- gli interrogativi del singolo
- gli interrogativi della società ( tradotti in forma di gesti dapprima interrogativi in seguito accusativi )
Segue un " lamento premonitore ", spazio dolente con indizi di imminente danno o pericolo.
La conclusione è una sezione ondivaga, ma pressante: attimo di corrosione e distorsione che annuncia il passo finale incentrandosi intorno alla ripetizione dei termini : spoliazione - tregua - arrendevolezza.

Verranno intercalati ai versi, ed affidati ad una voce femminile, alcuni stralci tratti da saggi di H. Arendt : in particolare Sulla violenza ( Guanda ) e Tra passato e futuro ( Garzanti ).